Bergamo, Parma, Prato e Roma Capitale hanno già lavorato insieme, non solo durante la preparazione e l’attuazione dei rispettivi Climate City Contract, ma anche come partner all’interno del progetto pilota italiano Let’sGOv.
L’idea di collaborare per rendere più sostenibili i distretti — così da accelerare il percorso verso la neutralità carbonica — è nata durante uno dei primi incontri tra le città italiane coinvolte nella Missione UE delle 100 città (poi divenute 112) che sperimentano la neutralità climatica al 2030.
Tutte e quattro le città coinvolte nel progetto NZD hanno al loro interno un distretto, ognuno con caratteristiche diverse. Questa eterogeneità rappresenta un valore aggiunto, perché permette sia un’analisi approfondita e comparativa delle buone pratiche da replicare che un processo condiviso di progettazione di nuove politiche e nuovi modelli di governance applicabili ad una molteplicità di contesti.
Si tratta di uno dei punti di forza principali della proposta: lo scambio tra territori, la crescita della consapevolezza, l’individuazione di ostacoli comuni e delle possibili soluzioni, e una governance multilivello capace di collegare più regioni.
Il distretto di Porta Sud è una delle aree strategiche della trasformazione urbana di Bergamo: un grande contesto oggi sottoutilizzato, collocato lungo l’asse ferroviario e destinato a diventare un nuovo polo intermodale grazie alla riqualificazione della stazione, alla futura linea tramviaria, al collegamento ferroviario con l’aeroporto e a sistemi innovativi di trasporto elettrico. Accanto alle nuove infrastrutture nascerà un quartiere misto, con spazi pubblici, verde, residenze, servizi e funzioni produttive, progettato secondo criteri di efficienza energetica e qualità ambientale.
All’interno di Net Zero Districts, Porta Sud diventa un caso pilota per sperimentare un modello innovativo di governance e di valutazione dell’impatto climatico delle trasformazioni urbane. Il progetto sviluppa una metodologia replicabile che integra dati, norme e indicatori ambientali in uno strumento digitale capace di misurare gli effetti climatici degli interventi e supportare le decisioni future dell’amministrazione.
L’eco district di Parma si trova nell’area produttiva Parma Nord – Società Parmense per gli Insediamenti Produttivi (SPIP), uno dei principali poli industriali della città, con oltre 6.000 lavoratori e 127 imprese in settori strategici. Sorto a inizio ’900 e pianificato dagli anni ’70, oggi il distretto occupa una posizione chiave a nord dell’A1 e ospita anche il polo ambientale integrato collegato al teleriscaldamento. Dal 2019, grazie al Comitato per la Rigenerazione dell’Area Produttiva Nord, lo SPIP sta evolvendo verso un eco-distretto industriale, orientato a sostenibilità, energie rinnovabili, smart mobility, economia circolare e nuovi servizi condivisi. Tra le soluzioni in studio ci sono l’installazione di pannelli solari sui tetti, lo sviluppo di un ecoparco, il potenziamento del trasporto pubblico locale, e interventi per ridurre le superfici impermeabilizzate in parcheggi e aree cementificate.
Nel progetto Net Zero Districts, l’area diventa un laboratorio per accelerare la transizione ecologica in coerenza con il Climate City Contract, integrando innovazione tecnica e sociale.
Il distretto tessile di Prato è uno dei poli industriali più rilevanti d’Italia e un punto di riferimento internazionale nella produzione di filati e tessuti di lana. Con oltre 6.600 imprese e un export superiore a 2,6 miliardi di euro, rappresenta un sistema produttivo esteso e policentrico, distribuito su 12 Comuni tra Prato, Pistoia e Firenze. Fin dall’Ottocento il territorio ha sviluppato un modello pionieristico di economia circolare basato sul recupero degli scarti tessili, ancora oggi uno dei suoi principali tratti distintivi.
Negli ultimi decenni, il distretto ha vissuto profonde trasformazioni: la liberalizzazione del commercio globale e la crescita del pronto moda legato alla comunità cinese hanno ridisegnato la struttura economica e sociale, pur mantenendo la centralità del settore tessile. Accanto alla progressiva terziarizzazione, la manifattura resta specializzata ma affronta sfide cruciali, come elevati consumi energetici e edifici industriali spesso obsoleti.
Attraverso NZD, Prato ambisce a rafforzare governance, competenze e strumenti condivisi per accelerare una transizione ecologica capace di sostenere la competitività del distretto, valorizzando esperienze già avviate su efficienza energetica, rinnovabili e gestione integrata delle risorse.
La “Tiburtina Valley” è un’area a forte vocazione industriale e tecnologica lungo la Via Tiburtina e il Fiume Aniene, nel Comune di Roma (fino a Settecamini) e nei comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli. Pur non essendo un distretto o consorzio formalmente riconosciuto, concentra imprese ad alta tecnologia, in particolare nei settori aerospazio, difesa, elettronica e ICT, oltre ad attività logistiche favorite dai principali assi stradali e ferroviari. Ospita il Centro Agroalimentare Romano e il Tecnopolo Tiburtino, dove operano oltre 100 PMI nei settori elettronica, telecomunicazioni, aerospazio, green economy e ricerca. L’area, inclusa tra quelle agevolate ai fini degli incentivi regionali (art. 107.3.c), vede crescere l’interesse delle imprese a coordinare lo sviluppo per cogliere economie di scala e sinergie produttive.
Per l’ambito produttivo a Tiburtina si aprono oggi opportunità importanti sia sul fronte energetico che di gestione delle risorse idriche per superare problemi storici. L’autoproduzione da fonti rinnovabili e la condivisione di energia tra le imprese sono oggi innovazioni competitive che consentono di ragionare secondo una gestione efficiente dell’energia e riduzione della spesa in una logica non solo di impresa ma di distretto, che può vedere un ruolo attivo da parte dell’azienda di distribuzione dell’energia elettrica Areti.
L’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo sostenibile, è una associazione no-profit legalmente riconosciuta che opera per lo sviluppo energetico sostenibile del territorio a supporto dei propri soci (oltre 150 Pubbliche Amministrazioni). Nata nel 1999 con il supporto del programma europeo SAVE II, AESS fa parte di FEDARENE, la principale rete europea di organizzazioni regionali e locali per l’energia e l’ambiente e coordina la Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali (RENAEL). AESS è una associazione riconosciuta da ANAC come “Ente in house dei propri associati” ed è certificata secondo la Norma UNI CEI 11352. E’ riconosciuta inoltre come Centro per l’innovazione e il Trasferimento Tecnologico della Regione Emilia-Romagna e socia dei Clust-ER Edilizia ed Energia.
AESS, oltre a configurarsi come partner tecnico di NZD, ha affiancato, fin dalla nascita del percorso verso la neutralità climatica di NetZeroCities, cinque delle nove “Città Missione” (Bergamo, Bologna, Padova, Parma, Roma Capitale) per la stesura dei Climate City Contract e l’ottenimento delle Mission Label.
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